Cammino quattordicenni – settembre 2008

Premesse

Si è ritenuto utile provare a sintetizzare il significato dei cinque passaggi per ciascun modulo

PROVOCAZIONE INIZIALE: si tratta dell’accensione dell’interesse del gruppo, attraverso proposte, brevi attività, immagini che possano soprattutto suscitare le domande presenti nei ragazzi stessi riguardo a quel tema. Può essere un racconto, una canzone, un gioco o altro. E’ importante, per quanto possibile, cogliere di sorpresa i preadolescenti.

ESPERIENZA: tecniche di animazione oppure attività che permettano di affrontare il tema attraverso un coinvolgimento del ragazzo; dunque non solo “sentire qualcuno” ma “fare esperienza” anche attraverso qualcosa da fare.

Nell’esperienza si può includere anche la testimonianza di qualche giovane o adulto, ma intesa non come intervento “frontale” , ma come “incontro con una persona interessante”

ASCOLTO DELLA PAROLA: i brani biblici (a cui possono essere associati testi o figure di santi) vanno anch’essi presentati ai ragazzi in forma attiva; si può scegliere e proporre un ascolto centrato su un piccolo lavoro personale, o a piccoli gruppi, o insieme.

CONDIVISIONE: sono i ben noti “lavori di gruppo”, da curare bene nella dinamica perché non funzionano se non a determinate condizioni (animatori preparati, materiale...)

CELEBRAZIONE: il momento di preghiera può essere la celebrazione eucaristica o un altro tipo di celebrazione.

  

 SCHEMA “CRISTOLOGICO”

SCHEMA “CRISTOLOGICO”

Brano unico per la Parola di dio: GV 14-15

 

 

Corpo-affettività

 

obiettivo

Aiutare i preadolescenti a:

-         dare parola alle forti tensioni che li accompagnano nella crescita psicofisica

-         scorgere che c’é una parola positiva, una buona notizia di Gesù sull’affettività

-         prendere le distanze da modelli parziali e frustranti

 

provocazione

proporre ai ragazzi immagini tratte da film, pubblicità... che ritraggono alcune situazioni nelle quali è coinvolta la sfera dell'amore, della corporeità (come strumento di dono) la relazione a due. Ai ragazzi è chiesto di votare ogni situazione. Le modalità di voto possono tenere conto del numero dei ragazzi presenti, ma anche dello spazio a disposizione e di altri strumenti.

In questo modo i ragazzi stessi possono richiamare ciò che pensano della situazione in questione.

 

esperienza

Ai ragazzi vengono presentati alcuni casi concreti[1], come fossero un equipe di psicologi, che deve vedere - giudicare - agire (eventuali scelte). 

Verranno formati dei piccoli gruppi che attraverso una griglia saranno chiamati a conoscere la situazione, valutarla e offrire qualche possibilità concreta per agire. E' chiaro che dovranno essere messe in evidenze le motivazioni di tali scelte.  

 

ascolto della parola

Gv. 15,12-17

Le diverse situazioni dovranno essere valutate alla luce della Parola di Dio. I ragazzi dovranno essere aiutati nel cogliere come la Parola di Dio illumina e muove nelle scelte. 

 

condivisione

Ogni gruppo cambia il proprio caso e dovrà rivedere questo nuovo caso alla luce della parola di Dio. Questa ultima condivisione verrà poi raccontata anche agli altri ragazzi.                                     

 

celebrazione

Si può sottolineare nella preghiera l’importanza del corpo e del gesto. Ad esempio, durante la messa oppure la preghiera finale, si può brevemente dare una spiegazione dello stare in piedi come gesto di dignità e di gioia pasquale.

Vedere anche le preghiere con il corpo in T. Lasconi, Amico Dio. Preghiere di ragazzi, ed. AVE

 

 

 

 

TEMPO LIBERO, DIVERTIMENTO, RELAZIONE

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza del modo e dell’importanza oggi del divertimento

-                    valorizzazione della relazione: forse più importante di dove vai, è con chi vai

-                    presentare Gesù come maestro di relazioni

 

provocazione iniziale

-                    presentazione dei dati raccolti da don Emanuele Brusati sull’industria del divertimento. Potrebbero essere organizzati in una presentazione in power-point oppure si potrebbe invitare don Emanuele

-                    test sul modo di vivere il divertimento e il tempo libero

-                    si distribuiscono ai ragazzi in gruppi un foglietto con un luogo di divertimento giovanile. Ogni gruppo scriverà cosa ha di attraente quel luogo e cosa gli manca di piacevole. Poi mimerà una scena per mostrare l’aspetto più attraente. I luoghi: discoteca, il pub, l’Oratorio, il centro commerciale, il parco pubblico, la palestra, la piscina

 

esperienza

1) un piccolo gioco:

Prima fase: ogni squadra deve trovare la formula magica per entrare nella porta del divertimento. Per trovarla si fa una staffetta con alla fine del percorso dei palloncini di cui alcuni hanno all’interno un biglietto arrotolato con scritta una lettera dell’alfabeto, ritagliata a mo’ di puzzle (con incastri che facilitino la ricostruzione della frase)

Seconda fase: trovate tutte le lettere devono ricostruire la formula magica che dovrebbe suonare più o meno così: “il segreto è come e con chi entrate”. I ragazzi provano ora ad entrare nella porta, ma il guardiano li blocca. Devono capire il significato segreto della formula. Possono passare solo se stanno insieme (un trenino o tenendosi per mano).

Terza fase: una volta passati nell’altra stanza  e aver attraversato la porta, trovano una sagoma umana su cui scrivere il nome delle persone con cui passano il loro tempo libero e che rendono il loro tempo libero così piacevole e bello.

 

2)la ricerca del segreto del divertimento

Gli animatori (o se si vuole arrischiare di più i ragazzi) mimano alcune scene di divertimento riuscito (sottolineando il buon clima di amicizia e relazione) e di divertimento non riuscito (sottolineando atteggiamenti di chiusura, di scontro, di individualismo, di paura della relazione). I ragazzi poi evidenzieranno che cosa secondo loro ha reso vincente i primi e che cosa ha rovinato i secondi, facendo un cartellone in ogni gruppo. Poi ci si ritrova insieme e si vede un piccolo filmato fatto come una specie di intervista (magari a mo’ di intervista delle Iene) ad alcuni adolescenti e giovani che raccontando del loro tempo libero facciano emergere come il segreto del divertimento è l’amicizia che trovi e doni

 

ascolto della parola e condivisione

Presentare alcuni luoghi del “tempo libero” di Gesù. Possono essere rappresentati ognuno in un’aula diversa (o, se manca lo spazio, in angoli diversi dello stesso salone) con alcuni oggetti che creino un po’ di sceneggiatura: in ogni posto i ragazzi si incontreranno con un brano attraverso modalità diverse (voci registrate, un video, lettura, drammatizzazione) e ad ogni posto è legata una breve attività centrata su un oggetto.

-                    LA CASA: Gesù ospite da Marta e Maria (Lc 10). Oggetto: una chiave di casa di cartone. I ragazzi la appenderanno al collo scrivendo da una parte il nome delle persone da cui sono stati ospitati in casa e dall’altra il nome di quelle che hanno ospitato loro

-                    IL MONTE: Gesù si ritira con i suoi amici: la chiamata dei discepoli in Luca. Oggetto: un grosso sasso. Ognuno scrive su un foglietto il nome dei propri amici cari e lo pone sul sasso

-                    IL LAGO: Gesù  contempla la bellezza del creato: dal discorso della Montagna: “guardate i gigli del campo… guardate gli uccelli del cielo”. Oggetto una pianta fiorita. I ragazzi si fermano in contemplazione: in silenzio, al suono di una dolce musica, chiudono gli occhi e ognuno immagina il posto più bello, la cosa più bella (verificare se questa metodica è alla portata del gruppo)

-                    IL POZZO: Gesù si riposa dalla fatica al pozzo di Sicar. Oggetto: una sdraio. I ragazzi scriveranno su un foglio le cose che fanno per rilassarsi e le attaccheranno alla sdraio

-                    La RIVA del LAGO: Gesù si ferma a chiacchierare, ad incontrare la gente (la chiamata dei discepoli). Oggetto: la rete. La rete è simbolo delle nostre relazioni. Quanto la allarghiamo e quanto invece la teniamo chiusa? Su una rete chiusa attacchiamo biglietti che dicano cosa rende chiuse le nostre relazioni e su quella aperta, quelli che dicono come aprirle

-                    LA TAVOLA: Gesù fa festa a tavola con gli altri. Il banchetto a casa di Levi. Oggetto: la tovaglia. Ognuno scrive una sua preghiera al Signore per il dono delle relazioni che ha nella sua vita e poi la pone sulla tovaglia.

 

celebrazione

Brano di Vangelo suggerito: Gv 15,12-17 non vi chiamo servi, ma amici… io ho scelto voi… portiate frutto (emerge: centrale l’esperienza dell’amicizia… l’amicizia come luogo in cui ci si sceglie, ci si può trattare da servi servendosi degli altri… l’amicizia è vera quando porta dei frutti, quindi anche il tempo in cui si sta assieme è fruttuoso… in Oratorio, in casa, nello studio…).

 

   Qualificare il momento del prefazio, facendolo diventare un ringraziamento a Dio per il dono dell’amicizia e degli amici che rendono fruttuoso e piacevole il proprio tempo.

   Portare all’inizio della Messa un grosso orologio, simbolo del nostro tempo e ognuno all’offertorio o dopo la comunione mette accanto all’orologio un foglio con scritto come intende vivere al meglio il proprio tempo libero

   Trovare una preghiera da recitare dopo la comunione che dica come vogliamo che il Signore ci insegni ad amarci come veri amici

 

 

 

SUCCESSO E SPORT

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza della mentalità ultracompetitiva del nostro tempo

-                    una valorizzazione dello sport

-                    presentare Gesù come chi ci insegna e garantisce di portare frutto nella vita

 

provocazione

-                    mostrare ai ragazzi i messaggi che vengono dalle pubblicità a proposito del successo… chi compare nelle pubblicità? Cosa devi fare per essere persona di successo?

-                    Presentare alcune figure di “universale successo” nel mondo di oggi e commentare da cosa dipende il loro successo

-                    Un piccolo test: ricordare il nome di chi è arrivato secondo o terzo ad alcune gare o campionati. Far emergere come ci ricordiamo solo di chi ha vinto.

 

esperienza

- incontro con uno che ha fatto carriera nella vita, nello sport, nel mondo del lavoro. Oppure con una persona che vive o lavora con disabili: far emergere come il successo nella vita non dipende solo da come appari e da quanto hai, ma da che cuore hai, dalle qualità che sai mettere in gioco… e qui “gli ultimi a volte sono i primi”

- il gioco del mercante in fiera, dove ad essere messe in gioco sono le proprie qualità: prova di forza, prova di intelligenza, prova di coraggio, prova di pazienza, prova di resistenza, prova di attenzione, prova di ascolto, prova di amicizia (es. ricordare 10 cose che non piacciono all’amico)…

- un piccolo gioco altamente competitivo (es. un piccolo torneo):

Riflettere poi su alcuni comportamenti: come si sta quando si perde? Come ci si è comportati con gli avversari? Cosa si fa quando si vince?

Come proposte di giochi, vedere l’allegato “Proposte di giochi per SPORT-SUCCESSO.doc

 

 

ascolto della parola e condivisione

Mostrare il successo, la carriera della vita di Gesù: quali qualità Gesù mette in gioco in maniera vincente? Ogni gruppo dovrà presentarne una mentre i catechisti si trasformeranno in una sorta di giuria giudicante (a mo’ di Saranno Famosi) che deve decidere sul concorrente Gesù. Le qualità da dimostrare sono:

-                    Gesù è coraggioso

-                    Gesù è altruista

-                    Gesù è tenace

-                    Gesù è generoso

-                    Gesù è geniale

-                    Gesù è furbo

-                    Gesù è un non violento

-                    Gesù è un tesoro di amico

-                    Gesù è coerente

-                    Gesù è attivo: prima di parlare, fa

-                    Gesù pensa con la sua testa

Dovranno dimostrarlo portando testimoni evangelici. Due del gruppo faranno gli avvocati e gli altri i testimoni. Si possono preparare anche i costumi.

Sottolineare l’umanità bella di Gesù. Non c’é bisogno di rinunciare allo sport o al successo, ma si tratta di cogliere qualcosa di bello del “successo” che c’é nella vita di Gesù:

 

 

celebrazione

Brano di vangelo suggerito: Gv 15,1-6: il padre mio è il vignaiolo… lo pota perché porti più frutto… portiate molto frutto  (Il padre come buon allenatore… un criterio di successo: portare molto frutto, ma con criterio diverso: se rimanete in me)

Far emergere come la vita di Gesù ha avuto un successo strepitoso proprio perché ha custodito le Parole del Padre.

 

Smascherare all’atto penitenziale le false idee di successo che girano tra di noi, con alcune immagini portate o proiettate.

Sottolineare con un gesto la Liturgia della Parola come quel segreto che rende la nostra vita davvero piena di frutti, una vita di vero successo. Consegnare a fine messa una spiga con attaccato un pezzo di Vangelo con una di quelle caratteristiche di “successo” sottolineate prima. 

 

 

 

 

PREGHIERA

 

obiettivo

-                    Far fare un’esperienza di preghiera ad iniziare dalla preghiera di Gesù

 

provocazione

-                    Come preghiamo? Su un cartellone con un grosso orologio da 24 ore, ognuno segna quando prega nelle sue giornate, a fianco segna le preghiere che dice su un altro cartellone

-                    Ascoltiamo alcune canzoni sulla preghiera (Celentano: Pregherò; Padre Nostro degli Oro; E ti vengo a cercare di Battiato; Male che fa male di Baroni...)

 

esperienza

è l’esperienza della preghiera: occorre trovare un luogo che sia di aiuto a pregare: un luogo isolato, tranquillo, mistico (Abbadia Cerreto, Viboldone, S. Bassiano a Lodi Vecchio...)

Il brano è la Trasfigurazione di Gesù nel Vangelo di Luca dove emerge: la bellezza della preghiera di Gesù, la fatica del pregare (gli occhi dei discepoli e la stanchezza), la preghiera come vero confronto con la Parola di Dio sul proprio futuro (il dialogo con Mosè ed Elia) , la preghiera come comunione con Dio (la nube, lo splendore)

 

1) Salire sul monte: si fa l’esperienza del silenzio. Si può iniziare con un esercizio di silenzio: ognuno poi scrive tutte le cose che sono emerse nel suo cuore, durante il silenzio. Mette in un cesto i pensieri da “abbandonare” perché non importanti e in uno zaino i pensieri da portare con sé nella preghiera ed affidare a Dio, o su cui chiedere consiglio, o per cui domandare aiuto. Può essere fatto anche in un cammino silenzioso, fino al luogo della preghiera

 

2) Confrontarsi con Mosè ed Elia. Ci si mette in ascolto di un brano di Vangelo a mo’ di lectio divina aiutata e guidata

 

3) Gli occhi si chiudono. Si lotta contro la fatica del pregare. Si scrive  su un foglio ciò che costa fatica e lo si porta sotto l’immagine della Trasfigurazione. Può essere fatto a gruppi come una sorta di cartellone

 

4) la Comunione con Dio. La preghiera diventa un esercizio di contemplazione o adorazione. In un luogo appartato, un po’ alla volta, 5/10 minuti di adorazione, contemplazione con uno schema scarno e spazio per scrivere una preghiera personale su un grosso quaderno. Sarebbe bello allestire una tenda 

 

5) Scendere dal monte. E’ il momento in cui ognuno si prende un impegno per tornare nella vita quotidiana con uno stile diverso.

 

Possibile variante-adattamento dell’esperienza/ascolto/condivisione

L'incontro qui sopra descritto è stato preparato come un ritiro, dove esperienza, brano biblico e condivisione, celebrazione sono un tutt'uno a partire dall'esperienza di preghiera davanti al brano della Trasfigurazione strutturato in quei 5 momenti. Se comunque qualcuno vuole farlo non come momento di preghiera, ma come un incontro quattordicenni “standard”, ecco alcuni suggerimenti per l’adattamento:

Punto 1: percorso con valore del silenzio fino al luogo della preghiera... Si può fare anche allestire da loro il luogo della preghiera (una tenda, oppure croci fatte con i bastoni legati, rintracciare i simboli per i punti successivi...).

 Il brano è il Vangelo della Trasfigurazione:

Punto 2: lectio guidata su un brano scelto (Trasfigurazione, oppure se si preferisce tenere questo brano solo come la cornice dell'incontro, si può sceglierne un altro per la lectio sempre sul valore della preghiera: Marta e Maria, Discorso della Montagna, Padre Nostro).

Punto 3: la fatica del pregare

Punto 4: la tenda della contemplazione con quaderno dove appuntare proprie preghiere.

 

Questi 3 punti possono essere fatti a mo’ di 3 stand a rotazione

 

 

condivisione e celebrazione

Si ritiene che l’esperienza stessa della preghiera qui proposta sia una ampia celebrazione. Si può pensare di concludere l’esperienza o di riprenderla in un successivo incontro facendo raccontare ai ragazzi che impressione hanno avuto dall’esperienza, che cosa li ha colpiti di più, che cosa è stato più difficile...

Se si ritiene di fare una celebrazione, si può inserire qui il punto 5: dopo la lettura del Vangelo della Trasfigurazione, ogni ragazzo riceve un cartoncino con l'immagine della Trasfigurazione e dietro la frase "DISCESERO DAL MONTE", con la richiesta di scrivere che cosa nella giornata la preghiera ci ha suggerito per la nostra vita quotidiana.

 

 

FAMIGLIA E DIALOGO

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    L’importanza del trasformare la “fuga” dalla famiglia in un nuovo modo di esserci: meno quantitativamente presente, ma più qualitativamente

-                    Ricchezza di buone relazioni familiari per essere persone ricche dentro

-                    Ora la famiglia conta anche su di te: nelle decisioni, nello scambio reciproco, nel dialogo a tavola, nei servizi di casa, nella disponibilità ad accogliere, nel ricordo della preghiera e della fede

 

provocazione

Nella sala si riproducono con cartelloni dei luoghi simbolici della casa: la porta (limite tra esterno e interno, la si usa per entrare o per uscire), la tavola, il divano, il giardino, la cucina, la camera… a gruppi si affida uno di questi luoghi e i ragazzi dovranno scrivervi vicino due liste di comportamenti: comportamenti “in” (= cose che si fanno in quel luogo che rendono positiva la famiglia) e comportamenti “out” (= cose che si fanno in quel luogo che rendono negativa la famiglia).

A questo punto ognuno gira tra i vari cartelloni degli ambienti e si segna su un proprio foglio quali comportamenti adotta più frequentemente in quel posto e quindi se è più “in” o “out”.

 

esperienza

Si potrebbe iniziare con un intervista fatta a dei genitori, magari proprio ai loro genitori, a cui si pone una domanda:

“messaggio ai vostri figli: nella vita della nostra famiglia sarebbe bello se tu…”.

Sarebbe opportuno che le risposte fossero montate in modo anonimo come diapositive in power-point, in modo da non svergognare nessuno di fronte a tutti.

Se si crede opportuno, lo stesso lavoro può essere fatto invitando all’incontro una o più coppie di genitori, in questo casa, meglio se non i loro genitori.

 

Ai ragazzi a questo punto sarà richiesto di reagire scrivendo una personale lettera ai loro genitori dove indicano:

- le cose belle della loro famiglia

- Le cose che vorrebbero diverse, o migliori o che non succedessero proprio

- gli aspetti su cui sentono di doversi impegnare di più

- i loro desideri e bisogni riguardo alla famiglia.

Si può invitare a far pervenire il messaggio ai genitori scegliendo fra due possibilità:

-                    ognuno consegna a casa la sua personale lettera

-                    le lettere vengono montate assieme dai catechisti in maniera anonima e poi si consegna i genitori un fascicoletto con tutte le lettere oppure li si invita in Oratorio e si presentano le varie risposte dei ragazzi con un anonimo power-point delle parti più significative.

 

 

 

ascolto della parola e condivisione

Presentare quel poco che sappiamo del rapporto di Gesù con la sua famiglia.

Una possibilità: il brano di Gesù 12enne perso e ritrovato al tempio di Gerusalemme.

-                    Gesù cerca fuori dalla famiglia qualcosa che in casa non può trovare: l’incontro con Dio nel tempio, l’incontro con i dottori della legge, le domande e le risposte che si porta dentro. E noi che cosa cerchiamo fuori dalla famiglia? Per che cosa dobbiamo rischiare a 14 anni di “uscire” dalla calda sicurezza della casa? Che cosa la famiglia non ci può dare ed è bene allora che cerchiamo rompendo il guscio della casa? I ragazzi rappresentano queste loro fughe da casa con dei disegni simbolici, anche più di uno… oppure si può loro far scegliere tra diverse immagine ritagliate già dai catechisti da giornali e riviste e sparpagliate su un tavolo…. Li si attacca su dei cartelloni e ognuno nel gruppo spiega le sue immagini. Si lascia uno spazio vuoto sotto ogni immagine.

-                    Gesù torna a Nazareth. Non abbandona la sua famiglia, pur allargando le sue relazioni, pur uscendone. Si lascia ancora guidare. In gruppo si esaminano i disegni e si giudica tra “fughe costruttive” e “fughe distruttive”, in base al fatto che siano un allargare conoscenze positive, relazioni, occasioni di crescita e non invece un fuggir dal confronto, dal dialogo, dall’incontro per farsi semplicemente i fatti propri. Se nel gruppo nessuno ha scelto immagini che dicano fughe distruttive, le può presentare a questo punto il catechista e poi chiedere ai ragazzi il loro parere su quegli atteggiamenti.

 

celebrazione

Brano di Vangelo suggerito: Gv 13,1-2, 21-30 Avendo amato i suoi che erano nel mondo lì amò sino alla fine… quando fu a tavola con loro, si tolse la veste, prese un asciugamano e cominciò a lavare i loro piedi… Gesù si commosse profondamente e disse uno di voi mi tradirà. Far emergere: la relazione che a volte diventa anche conflittuale; il clima familiare dell’ultima cena; Gesù è un adulto parlando col quale chiarifichi te stesso, quello che ti porti dentro; lo stile del servizio e della comunione.

   Qualificare il fatto che la Messa si svolge intorno all’altare, che è una mensa, una tavola.

Un momento di purificazione: si sono messi sull’altare degli oggetti che indicano comportamenti negativi all’interno della famiglia. Li si tolgono uno alla volta con intenzioni di preghiera a cui si ripete Signore pietà.

Un momento di offerta: all’offertorio ognuno scrive sulla tovaglia dell’altare una frase o parola per dire il proprio impegno per costruire la famiglia.

Un momento di comunione. Al termine della Messa si divide la tovaglia in tanti pezzi e ognuno ne riceve uno da portare a casa: sarebbe bello appenderla vicino al tavolo dove si mangia.



[1] E' chiaro che le situazioni che dobbiamo offrire ai ragazzi devono essere studiate a tavolino e per i catechisti dovremo anche mettere in evidenza quali valori sono in gioco, le possibili scelte, quali strade non intraprendere. Si possono utilizzare alcuni racconti tratti dai testi di don Tonino Lasconi: Talita Kum, Fortissimo Gesù...

 

SCHEMA “CRISTOLOGICO”

Brano unico per la Parola di dio: GV 14-15

 

 

Corpo-affettività

 

obiettivo

Aiutare i preadolescenti a:

-         dare parola alle forti tensioni che li accompagnano nella crescita psicofisica

-         scorgere che c’é una parola positiva, una buona notizia di Gesù sull’affettività

-         prendere le distanze da modelli parziali e frustranti

 

provocazione

proporre ai ragazzi immagini tratte da film, pubblicità... che ritraggono alcune situazioni nelle quali è coinvolta la sfera dell'amore, della corporeità (come strumento di dono) la relazione a due. Ai ragazzi è chiesto di votare ogni situazione. Le modalità di voto possono tenere conto del numero dei ragazzi presenti, ma anche dello spazio a disposizione e di altri strumenti.

In questo modo i ragazzi stessi possono richiamare ciò che pensano della situazione in questione.

 

esperienza

Ai ragazzi vengono presentati alcuni casi concreti[1], come fossero un equipe di psicologi, che deve vedere - giudicare - agire (eventuali scelte). 

Verranno formati dei piccoli gruppi che attraverso una griglia saranno chiamati a conoscere la situazione, valutarla e offrire qualche possibilità concreta per agire. E' chiaro che dovranno essere messe in evidenze le motivazioni di tali scelte.  

 

ascolto della parola

Gv. 15,12-17

Le diverse situazioni dovranno essere valutate alla luce della Parola di Dio. I ragazzi dovranno essere aiutati nel cogliere come la Parola di Dio illumina e muove nelle scelte. 

 

condivisione

Ogni gruppo cambia il proprio caso e dovrà rivedere questo nuovo caso alla luce della parola di Dio. Questa ultima condivisione verrà poi raccontata anche agli altri ragazzi.                                     

 

celebrazione

Si può sottolineare nella preghiera l’importanza del corpo e del gesto. Ad esempio, durante la messa oppure la preghiera finale, si può brevemente dare una spiegazione dello stare in piedi come gesto di dignità e di gioia pasquale.

Vedere anche le preghiere con il corpo in T. Lasconi, Amico Dio. Preghiere di ragazzi, ed. AVE

 

 

 

 

TEMPO LIBERO, DIVERTIMENTO, RELAZIONE

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza del modo e dell’importanza oggi del divertimento

-                    valorizzazione della relazione: forse più importante di dove vai, è con chi vai

-                    presentare Gesù come maestro di relazioni

 

provocazione iniziale

-                    presentazione dei dati raccolti da don Emanuele Brusati sull’industria del divertimento. Potrebbero essere organizzati in una presentazione in power-point oppure si potrebbe invitare don Emanuele

-                    test sul modo di vivere il divertimento e il tempo libero

-                    si distribuiscono ai ragazzi in gruppi un foglietto con un luogo di divertimento giovanile. Ogni gruppo scriverà cosa ha di attraente quel luogo e cosa gli manca di piacevole. Poi mimerà una scena per mostrare l’aspetto più attraente. I luoghi: discoteca, il pub, l’Oratorio, il centro commerciale, il parco pubblico, la palestra, la piscina

 

esperienza

1) un piccolo gioco:

Prima fase: ogni squadra deve trovare la formula magica per entrare nella porta del divertimento. Per trovarla si fa una staffetta con alla fine del percorso dei palloncini di cui alcuni hanno all’interno un biglietto arrotolato con scritta una lettera dell’alfabeto, ritagliata a mo’ di puzzle (con incastri che facilitino la ricostruzione della frase)

Seconda fase: trovate tutte le lettere devono ricostruire la formula magica che dovrebbe suonare più o meno così: “il segreto è come e con chi entrate”. I ragazzi provano ora ad entrare nella porta, ma il guardiano li blocca. Devono capire il significato segreto della formula. Possono passare solo se stanno insieme (un trenino o tenendosi per mano).

Terza fase: una volta passati nell’altra stanza  e aver attraversato la porta, trovano una sagoma umana su cui scrivere il nome delle persone con cui passano il loro tempo libero e che rendono il loro tempo libero così piacevole e bello.

 

2)la ricerca del segreto del divertimento

Gli animatori (o se si vuole arrischiare di più i ragazzi) mimano alcune scene di divertimento riuscito (sottolineando il buon clima di amicizia e relazione) e di divertimento non riuscito (sottolineando atteggiamenti di chiusura, di scontro, di individualismo, di paura della relazione). I ragazzi poi evidenzieranno che cosa secondo loro ha reso vincente i primi e che cosa ha rovinato i secondi, facendo un cartellone in ogni gruppo. Poi ci si ritrova insieme e si vede un piccolo filmato fatto come una specie di intervista (magari a mo’ di intervista delle Iene) ad alcuni adolescenti e giovani che raccontando del loro tempo libero facciano emergere come il segreto del divertimento è l’amicizia che trovi e doni

 

ascolto della parola e condivisione

Presentare alcuni luoghi del “tempo libero” di Gesù. Possono essere rappresentati ognuno in un’aula diversa (o, se manca lo spazio, in angoli diversi dello stesso salone) con alcuni oggetti che creino un po’ di sceneggiatura: in ogni posto i ragazzi si incontreranno con un brano attraverso modalità diverse (voci registrate, un video, lettura, drammatizzazione) e ad ogni posto è legata una breve attività centrata su un oggetto.

-                    LA CASA: Gesù ospite da Marta e Maria (Lc 10). Oggetto: una chiave di casa di cartone. I ragazzi la appenderanno al collo scrivendo da una parte il nome delle persone da cui sono stati ospitati in casa e dall’altra il nome di quelle che hanno ospitato loro

-                    IL MONTE: Gesù si ritira con i suoi amici: la chiamata dei discepoli in Luca. Oggetto: un grosso sasso. Ognuno scrive su un foglietto il nome dei propri amici cari e lo pone sul sasso

-                    IL LAGO: Gesù  contempla la bellezza del creato: dal discorso della Montagna: “guardate i gigli del campo… guardate gli uccelli del cielo”. Oggetto una pianta fiorita. I ragazzi si fermano in contemplazione: in silenzio, al suono di una dolce musica, chiudono gli occhi e ognuno immagina il posto più bello, la cosa più bella (verificare se questa metodica è alla portata del gruppo)

-                    IL POZZO: Gesù si riposa dalla fatica al pozzo di Sicar. Oggetto: una sdraio. I ragazzi scriveranno su un foglio le cose che fanno per rilassarsi e le attaccheranno alla sdraio

-                    La RIVA del LAGO: Gesù si ferma a chiacchierare, ad incontrare la gente (la chiamata dei discepoli). Oggetto: la rete. La rete è simbolo delle nostre relazioni. Quanto la allarghiamo e quanto invece la teniamo chiusa? Su una rete chiusa attacchiamo biglietti che dicano cosa rende chiuse le nostre relazioni e su quella aperta, quelli che dicono come aprirle

-                    LA TAVOLA: Gesù fa festa a tavola con gli altri. Il banchetto a casa di Levi. Oggetto: la tovaglia. Ognuno scrive una sua preghiera al Signore per il dono delle relazioni che ha nella sua vita e poi la pone sulla tovaglia.

 

celebrazione

Brano di Vangelo suggerito: Gv 15,12-17 non vi chiamo servi, ma amici… io ho scelto voi… portiate frutto (emerge: centrale l’esperienza dell’amicizia… l’amicizia come luogo in cui ci si sceglie, ci si può trattare da servi servendosi degli altri… l’amicizia è vera quando porta dei frutti, quindi anche il tempo in cui si sta assieme è fruttuoso… in Oratorio, in casa, nello studio…).

 

   Qualificare il momento del prefazio, facendolo diventare un ringraziamento a Dio per il dono dell’amicizia e degli amici che rendono fruttuoso e piacevole il proprio tempo.

   Portare all’inizio della Messa un grosso orologio, simbolo del nostro tempo e ognuno all’offertorio o dopo la comunione mette accanto all’orologio un foglio con scritto come intende vivere al meglio il proprio tempo libero

   Trovare una preghiera da recitare dopo la comunione che dica come vogliamo che il Signore ci insegni ad amarci come veri amici

 

 

 

SUCCESSO E SPORT

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza della mentalità ultracompetitiva del nostro tempo

-                    una valorizzazione dello sport

-                    presentare Gesù come chi ci insegna e garantisce di portare frutto nella vita

 

provocazione

-                    mostrare ai ragazzi i messaggi che vengono dalle pubblicità a proposito del successo… chi compare nelle pubblicità? Cosa devi fare per essere persona di successo?

-                    Presentare alcune figure di “universale successo” nel mondo di oggi e commentare da cosa dipende il loro successo

-                    Un piccolo test: ricordare il nome di chi è arrivato secondo o terzo ad alcune gare o campionati. Far emergere come ci ricordiamo solo di chi ha vinto.

 

esperienza

- incontro con uno che ha fatto carriera nella vita, nello sport, nel mondo del lavoro. Oppure con una persona che vive o lavora con disabili: far emergere come il successo nella vita non dipende solo da come appari e da quanto hai, ma da che cuore hai, dalle qualità che sai mettere in gioco… e qui “gli ultimi a volte sono i primi”

- il gioco del mercante in fiera, dove ad essere messe in gioco sono le proprie qualità: prova di forza, prova di intelligenza, prova di coraggio, prova di pazienza, prova di resistenza, prova di attenzione, prova di ascolto, prova di amicizia (es. ricordare 10 cose che non piacciono all’amico)…

- un piccolo gioco altamente competitivo (es. un piccolo torneo):

Riflettere poi su alcuni comportamenti: come si sta quando si perde? Come ci si è comportati con gli avversari? Cosa si fa quando si vince?

Come proposte di giochi, vedere l’allegato “Proposte di giochi per SPORT-SUCCESSO.doc

 

 

ascolto della parola e condivisione

Mostrare il successo, la carriera della vita di Gesù: quali qualità Gesù mette in gioco in maniera vincente? Ogni gruppo dovrà presentarne una mentre i catechisti si trasformeranno in una sorta di giuria giudicante (a mo’ di Saranno Famosi) che deve decidere sul concorrente Gesù. Le qualità da dimostrare sono:

-                    Gesù è coraggioso

-                    Gesù è altruista

-                    Gesù è tenace

-                    Gesù è generoso

-                    Gesù è geniale

-                    Gesù è furbo

-                    Gesù è un non violento

-                    Gesù è un tesoro di amico

-                    Gesù è coerente

-                    Gesù è attivo: prima di parlare, fa

-                    Gesù pensa con la sua testa

Dovranno dimostrarlo portando testimoni evangelici. Due del gruppo faranno gli avvocati e gli altri i testimoni. Si possono preparare anche i costumi.

Sottolineare l’umanità bella di Gesù. Non c’é bisogno di rinunciare allo sport o al successo, ma si tratta di cogliere qualcosa di bello del “successo” che c’é nella vita di Gesù:

 

 

celebrazione

Brano di vangelo suggerito: Gv 15,1-6: il padre mio è il vignaiolo… lo pota perché porti più frutto… portiate molto frutto  (Il padre come buon allenatore… un criterio di successo: portare molto frutto, ma con criterio diverso: se rimanete in me)

Far emergere come la vita di Gesù ha avuto un successo strepitoso proprio perché ha custodito le Parole del Padre.

 

Smascherare all’atto penitenziale le false idee di successo che girano tra di noi, con alcune immagini portate o proiettate.

Sottolineare con un gesto la Liturgia della Parola come quel segreto che rende la nostra vita davvero piena di frutti, una vita di vero successo. Consegnare a fine messa una spiga con attaccato un pezzo di Vangelo con una di quelle caratteristiche di “successo” sottolineate prima. 

 

 

 

 

PREGHIERA

 

obiettivo

-                    Far fare un’esperienza di preghiera ad iniziare dalla preghiera di Gesù

 

provocazione

-                    Come preghiamo? Su un cartellone con un grosso orologio da 24 ore, ognuno segna quando prega nelle sue giornate, a fianco segna le preghiere che dice su un altro cartellone

-                    Ascoltiamo alcune canzoni sulla preghiera (Celentano: Pregherò; Padre Nostro degli Oro; E ti vengo a cercare di Battiato; Male che fa male di Baroni...)

 

esperienza

è l’esperienza della preghiera: occorre trovare un luogo che sia di aiuto a pregare: un luogo isolato, tranquillo, mistico (Abbadia Cerreto, Viboldone, S. Bassiano a Lodi Vecchio...)

Il brano è la Trasfigurazione di Gesù nel Vangelo di Luca dove emerge: la bellezza della preghiera di Gesù, la fatica del pregare (gli occhi dei discepoli e la stanchezza), la preghiera come vero confronto con la Parola di Dio sul proprio futuro (il dialogo con Mosè ed Elia) , la preghiera come comunione con Dio (la nube, lo splendore)

 

1) Salire sul monte: si fa l’esperienza del silenzio. Si può iniziare con un esercizio di silenzio: ognuno poi scrive tutte le cose che sono emerse nel suo cuore, durante il silenzio. Mette in un cesto i pensieri da “abbandonare” perché non importanti e in uno zaino i pensieri da portare con sé nella preghiera ed affidare a Dio, o su cui chiedere consiglio, o per cui domandare aiuto. Può essere fatto anche in un cammino silenzioso, fino al luogo della preghiera

 

2) Confrontarsi con Mosè ed Elia. Ci si mette in ascolto di un brano di Vangelo a mo’ di lectio divina aiutata e guidata

 

3) Gli occhi si chiudono. Si lotta contro la fatica del pregare. Si scrive  su un foglio ciò che costa fatica e lo si porta sotto l’immagine della Trasfigurazione. Può essere fatto a gruppi come una sorta di cartellone

 

4) la Comunione con Dio. La preghiera diventa un esercizio di contemplazione o adorazione. In un luogo appartato, un po’ alla volta, 5/10 minuti di adorazione, contemplazione con uno schema scarno e spazio per scrivere una preghiera personale su un grosso quaderno. Sarebbe bello allestire una tenda 

 

5) Scendere dal monte. E’ il momento in cui ognuno si prende un impegno per tornare nella vita quotidiana con uno stile diverso.

 

Possibile variante-adattamento dell’esperienza/ascolto/condivisione

L'incontro qui sopra descritto è stato preparato come un ritiro, dove esperienza, brano biblico e condivisione, celebrazione sono un tutt'uno a partire dall'esperienza di preghiera davanti al brano della Trasfigurazione strutturato in quei 5 momenti. Se comunque qualcuno vuole farlo non come momento di preghiera, ma come un incontro quattordicenni “standard”, ecco alcuni suggerimenti per l’adattamento:

Punto 1: percorso con valore del silenzio fino al luogo della preghiera... Si può fare anche allestire da loro il luogo della preghiera (una tenda, oppure croci fatte con i bastoni legati, rintracciare i simboli per i punti successivi...).

 Il brano è il Vangelo della Trasfigurazione:

Punto 2: lectio guidata su un brano scelto (Trasfigurazione, oppure se si preferisce tenere questo brano solo come la cornice dell'incontro, si può sceglierne un altro per la lectio sempre sul valore della preghiera: Marta e Maria, Discorso della Montagna, Padre Nostro).

Punto 3: la fatica del pregare

Punto 4: la tenda della contemplazione con quaderno dove appuntare proprie preghiere.

 

Questi 3 punti possono essere fatti a mo’ di 3 stand a rotazione

 

 

condivisione e celebrazione

Si ritiene che l’esperienza stessa della preghiera qui proposta sia una ampia celebrazione. Si può pensare di concludere l’esperienza o di riprenderla in un successivo incontro facendo raccontare ai ragazzi che impressione hanno avuto dall’esperienza, che cosa li ha colpiti di più, che cosa è stato più difficile...

Se si ritiene di fare una celebrazione, si può inserire qui il punto 5: dopo la lettura del Vangelo della Trasfigurazione, ogni ragazzo riceve un cartoncino con l'immagine della Trasfigurazione e dietro la frase "DISCESERO DAL MONTE", con la richiesta di scrivere che cosa nella giornata la preghiera ci ha suggerito per la nostra vita quotidiana.

 

 

FAMIGLIA E DIALOGO

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    L’importanza del trasformare la “fuga” dalla famiglia in un nuovo modo di esserci: meno quantitativamente presente, ma più qualitativamente

-                    Ricchezza di buone relazioni familiari per essere persone ricche dentro

-                    Ora la famiglia conta anche su di te: nelle decisioni, nello scambio reciproco, nel dialogo a tavola, nei servizi di casa, nella disponibilità ad accogliere, nel ricordo della preghiera e della fede

 

provocazione

Nella sala si riproducono con cartelloni dei luoghi simbolici della casa: la porta (limite tra esterno e interno, la si usa per entrare o per uscire), la tavola, il divano, il giardino, la cucina, la camera… a gruppi si affida uno di questi luoghi e i ragazzi dovranno scrivervi vicino due liste di comportamenti: comportamenti “in” (= cose che si fanno in quel luogo che rendono positiva la famiglia) e comportamenti “out” (= cose che si fanno in quel luogo che rendono negativa la famiglia).

A questo punto ognuno gira tra i vari cartelloni degli ambienti e si segna su un proprio foglio quali comportamenti adotta più frequentemente in quel posto e quindi se è più “in” o “out”.

 

esperienza

Si potrebbe iniziare con un intervista fatta a dei genitori, magari proprio ai loro genitori, a cui si pone una domanda:

“messaggio ai vostri figli: nella vita della nostra famiglia sarebbe bello se tu…”.

Sarebbe opportuno che le risposte fossero montate in modo anonimo come diapositive in power-point, in modo da non svergognare nessuno di fronte a tutti.

Se si crede opportuno, lo stesso lavoro può essere fatto invitando all’incontro una o più coppie di genitori, in questo casa, meglio se non i loro genitori.

 

Ai ragazzi a questo punto sarà richiesto di reagire scrivendo una personale lettera ai loro genitori dove indicano:

- le cose belle della loro famiglia

- Le cose che vorrebbero diverse, o migliori o che non succedessero proprio

- gli aspetti su cui sentono di doversi impegnare di più

- i loro desideri e bisogni riguardo alla famiglia.

Si può invitare a far pervenire il messaggio ai genitori scegliendo fra due possibilità:

-                    ognuno consegna a casa la sua personale lettera

-                    le lettere vengono montate assieme dai catechisti in maniera anonima e poi si consegna i genitori un fascicoletto con tutte le lettere oppure li si invita in Oratorio e si presentano le varie risposte dei ragazzi con un anonimo power-point delle parti più significative.

 

 

 

ascolto della parola e condivisione

Presentare quel poco che sappiamo del rapporto di Gesù con la sua famiglia.

Una possibilità: il brano di Gesù 12enne perso e ritrovato al tempio di Gerusalemme.

-                    Gesù cerca fuori dalla famiglia qualcosa che in casa non può trovare: l’incontro con Dio nel tempio, l’incontro con i dottori della legge, le domande e le risposte che si porta dentro. E noi che cosa cerchiamo fuori dalla famiglia? Per che cosa dobbiamo rischiare a 14 anni di “uscire” dalla calda sicurezza della casa? Che cosa la famiglia non ci può dare ed è bene allora che cerchiamo rompendo il guscio della casa? I ragazzi rappresentano queste loro fughe da casa con dei disegni simbolici, anche più di uno… oppure si può loro far scegliere tra diverse immagine ritagliate già dai catechisti da giornali e riviste e sparpagliate su un tavolo…. Li si attacca su dei cartelloni e ognuno nel gruppo spiega le sue immagini. Si lascia uno spazio vuoto sotto ogni immagine.

-                    Gesù torna a Nazareth. Non abbandona la sua famiglia, pur allargando le sue relazioni, pur uscendone. Si lascia ancora guidare. In gruppo si esaminano i disegni e si giudica tra “fughe costruttive” e “fughe distruttive”, in base al fatto che siano un allargare conoscenze positive, relazioni, occasioni di crescita e non invece un fuggir dal confronto, dal dialogo, dall’incontro per farsi semplicemente i fatti propri. Se nel gruppo nessuno ha scelto immagini che dicano fughe distruttive, le può presentare a questo punto il catechista e poi chiedere ai ragazzi il loro parere su quegli atteggiamenti.

 

celebrazione

Brano di Vangelo suggerito: Gv 13,1-2, 21-30 Avendo amato i suoi che erano nel mondo lì amò sino alla fine… quando fu a tavola con loro, si tolse la veste, prese un asciugamano e cominciò a lavare i loro piedi… Gesù si commosse profondamente e disse uno di voi mi tradirà. Far emergere: la relazione che a volte diventa anche conflittuale; il clima familiare dell’ultima cena; Gesù è un adulto parlando col quale chiarifichi te stesso, quello che ti porti dentro; lo stile del servizio e della comunione.

   Qualificare il fatto che la Messa si svolge intorno all’altare, che è una mensa, una tavola.

Un momento di purificazione: si sono messi sull’altare degli oggetti che indicano comportamenti negativi all’interno della famiglia. Li si tolgono uno alla volta con intenzioni di preghiera a cui si ripete Signore pietà.

Un momento di offerta: all’offertorio ognuno scrive sulla tovaglia dell’altare una frase o parola per dire il proprio impegno per costruire la famiglia.

Un momento di comunione. Al termine della Messa si divide la tovaglia in tanti pezzi e ognuno ne riceve uno da portare a casa: sarebbe bello appenderla vicino al tavolo dove si mangia.



[1] E' chiaro che le situazioni che dobbiamo offrire ai ragazzi devono essere studiate a tavolino e per i catechisti dovremo anche mettere in evidenza quali valori sono in gioco, le possibili scelte, quali strade non intraprendere. Si possono utilizzare alcuni racconti tratti dai testi di don Tonino Lasconi: Talita Kum, Fortissimo Gesù...

 

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 SCHEMA SU FIGURE DI SANTITA'

SCHEMA SU FIGURE DI SANTITA’

 

CORPO – SVILUPPO – AFFETTIVITA’: MARIA GORETTI

 

 

obiettivo

Aiutare i preadolescenti a:

-         dare parola alle forti tensioni che li accompagnano nella crescita psicofisica

-         scorgere che c’é una parola positiva, una buona notizia di Gesù sull’affettività

-         prendere le distanze da modelli parziali e frustranti[1]

 

provocazione

Si può iniziare con una scheda (vedi allegato in word “Santa Maria Goretti”) e sentire le reazioni dei ragazzi.

E’ disponibile un video con suoni e immagini (vedi allegato “CORPO.WMV” - Il file pesa 48 Mb) che vuol essere uno spunto di riflessione su come oggi i preadolescenti vivono il corpo.

Un altro video (“VIDEOPF14.wmv”) è una raccolta di spezzoni cinematografici su diverse “visioni” del corpo e dell’amore. I ragazzi, dopo aver visto questo secondo video, possono “dare un voto” a questi modelli (si possono stampare apposite schedine: allegato “voto.xls”)

 

esperienza

Si suggerisce un momento di incontro con qualche persona che segue ragazze in difficoltà oppure con uno psicologo/a che spieghi la relazione tra corpo-sviluppo-affettività.

 

ascolto della parola

Si può scegliere di ascoltare e commentare il Salmo 71: “Signore mi hai fatto come un prodigio..”, pregato insieme attraverso una presentazione in power-point

 

condivisione

Attraverso alcuni segni legati alla figura di Maria Goretti si può condurre una riflessione in gruppo in merito alle scelte, a ciò che può essere ancora oggi riproposto della santa: segni di povertà (scarpe rotte, casa di campagna fatiscente) segni di preghiera (libretto del catechismo, vangelo, rosario..) segni di martirio per la purezza (giglio, coltello..) contrapposti ai segni di oggi di ricchezza, di svago e divertimento e di “piacere”

 

celebrazione

Vedere “ascolto della Parola”

 

 

FAMIGLIA E DIALOGO: LAURA VICUÑA

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    L’importanza del trasformare la “fuga” dalla famiglia in un nuovo modo di esserci: meno quantitativamente presente, ma più qualitativamente

-                    Ricchezza di buone relazioni familiari per essere persone ricche dentro

-                    Ora la famiglia conta anche su di te: nelle decisioni, nello scambio reciproco, nel dialogo a tavola, nei servizi di casa, nella disponibilità ad accogliere, nel ricordo della preghiera e della fede

 

provocazione

E’ disponibile un diapomontaggio sulla vita (allegato “Laura, come noi” in ppt). Prima della visione del diapomontaggio, si può cercare di fare emergere dai ragazzi stessi (raffica di parole) la prima cosa che viene in mente rispetto alla coppia “Genitori e Famiglia”.

Si può anche proporre ai ragazzi un foglio sul quale ci sono diversi stimoli chiedendo loro di provare a mettersi nei panni dei loro genitori all’età di 12/13 anni e immaginare quali obiettivi i loro genitori si potevano porre alla loro età tra quelli segnati (esempio: divertimento, abiti, mezzi di trasporto, lavoro, scuola, amore...).

 

esperienza

Si può pensare a un momento di incontro con una famiglia, preparando un’intervista che i ragazzi stessi propongono alla coppia, magari utilizzando riferimenti a interviste televisive celebri (tipo “Le iene”).

Oppure si coinvolgono i ragazzi, a gruppi, per una drammatizzazione sulle dinamiche familiari: momenti quotidiani in cui ci sono situazioni belle e meno belle. I ragazzi si mettono nel ruolo dei genitori, dei fratelli maggiori...

 

ascolto della parola

Si può partire dal brano Lc 2, 41-52 (Gesù “perduto e ritrovato nel tempio”): se si sono scelte le drammatizzazioni, forse è possibile rappresentare anche questa scena.

 

condivisione

Attraverso il gioco proposto sulla vita di Laura Vicuña (chi vuol essere milionario, cfr allegato CVeM_Laura.ppt) che viene così vissuto come momento di interazione a squadre, soffermarsi su quegli aspetti che toccano direttamente il tema (rapporto con genitori – fratelli e sorelle – amicizie – difficoltà che si vivono – cosa faccio io in famiglia per rendermi “utile”…)

Si potrebbe inserire qui la presentazione power-point sulla vita del santo (vedi sopra)

 

celebrazione

Potrebbe essere molto “forte” per i preadolescenti vivere un momento di preghiera (se nella messa, la preghiera dei fedeli) non formale ma personale “per” la propria famiglia.

In un momento preparatorio di silenzio i partecipanti scrivono (su cartoncini, immagini fotografiche...) ciascuno personalmente una preghiera per i componenti della propria famiglia. Le preghiere non saranno lette ad alta voce ma “offerte”.

 

 

 

TEMPO LIBERO – DIVERTIMENTO – RELAZIONI: PIER GIORGIO FRASSATI

 

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza del modo e dell’importanza oggi del divertimento

-                    valorizzazione della relazione: forse più importante di dove vai, è con chi vai

-                    presentare Gesù come maestro di relazioni

 

provocazione

Presentazione power-point sulla vita (allegato “Pier Giorgio Frassati – Il giovane delle Beatitudini.ppt”).

 

esperienza

·        momento di incontro con uno o più giovani impegnati

·        giochi organizzati o di ruolo (page master... battaglia navale...)

 

ascolto della parola

·        Sir 3,1-14

·        Presentazione power-point

·        con il gioco del “Se fosse, sarebbe” è possibile avere l’orientamento di fondo circa le percezioni dei ragazzi in merito alla loro esperienza del tempo libero. All’interno dei gruppi, ciascuno risponde personalmente, poi se ne stile uno di gruppo.

·        Una chiacchierata con don Emanuele Brusati potrebbe aiutare alla riflessione. In tal caso l’incontro potrebbe essere preparato con la sua equipe.

 

condivisione

 

Nel caso in cui venisse scelto l’esperienza  numero 1 (l’incontro con più giovani), è possibile poi nei singoli gruppi, fare scrivere su dei cartelloni le cose che più hanno colpito dell’esperienza ascoltata.

Dopo l’esperienza numero 3 (Se fosse… sarebbe), gli animatori cercheranno di riflettere su quanto emerso dalle singole persone. 

 

 

celebrazione

 

All’interno della celebrazione eucaristica che chiude l’incontro, si leggano le preghiere dei fedeli che i ragazzi hanno scritto dopo il lavoro della condivisione. Le preghiera contengono quindi la “direzione di marcia” che i ragazzi vogliono prendere…

All’interno dell’omelia, o nella riflessione in una celebrazione diversa dall’eucarestia, il sacerdote sottolineerà il modo di Gesù di vivere la relazione con le altre persone e con se stesso.

       

 

 

SUCCESSO – SPORT: SANTA FRANCESCA SAVERIO CABRINI

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza della mentalità ultracompetitiva del nostro tempo

-                    una valorizzazione dello sport

-                    presentare Gesù come chi ci insegna e garantisce di portare frutto nella vita

 

provocazione

Che cos’é il successo? una presentazione in power-point pone a confronto due modelli di successo (allegato “IL SUCCESSO.ppt”).

 

esperienza

Si può proporre un momento di incontro con qualche impegnato a livello sportivo in ambito parrocchiale (atleta o dirigente), che sia molto in sintonia con la prospettiva educativa dello sport. Pur essendo ormai molto poche da noi le suore cabriniane, alla tavola rotonda forse potrebbe partecipare anche una di loro...

Si potrebbe pure valutare la possibilità di tenere l’incontro ai luoghi cabriniani nel lodigiano (Sant’Angelo, Codogno)

 

ascolto della parola

Si può commentare il brano di 1Cor 9, 19-27: “Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono...”. Lo si potrebbe “illustrare” con spezzoni di gare sportive (Olimpiadi ecc).

 

condivisione

Può essere proposta l’intervista doppia a David e Samuel (allegato:sport successo ok.ppt), oppure la presentazione delle “vite parallele” di Maradona e Paolo Maldini (allegato: “Professione di Fede2.ppt”) e iniziare da lì la discussione.

Anche la vita di Santa Francesca Cabrini, donna indubbiamente di successo, a questo punto può essere il segno di un’alternativa possibile.

E’ importante tener presente che per la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze, il mito (il grande sportivo, il calciatore) ha una forza d’attrazione molto grande... e sarà difficile che il buon esempio, il santo lo uguagli... forse è importante soprattutto “mettere il tarlo” nella mentalità corrente, che i preadolescenti respirano...

 

Celebrazione

 

Senza dubbio, all’interno dello sport, una delle dimensioni fortemente presente è quella corporea. All’interno della messa, si potrebbero sottolineare il ruolo del corpo nella stessa…

Il Vangelo del giorno (o le letture), potrebbero essere commentate sottolineando i “tipi” di successo che emergono…

Le riflessioni emerse nei gruppi, posso essere scritte su sagome di cartoncino riproducendo parti del corpo. La sagoma sarà poi composta in presbiterio,  e l’omelia partirà dalla lettura di essa…



[1] In alternativa a Santa Maria Goretti si potrebbe valorizzare la figura di Alberto Marvelli, su cui vario materiale si trova presso il “Punto Giovane” di Riccione cfr. http://www.puntogiovane.org/sito/index.php?option=com_weblinks&view=category&catid=55&id=55&Itemid=54

 

SCHEMA SU FIGURE DI SANTITA’

 

CORPO – SVILUPPO – AFFETTIVITA’: MARIA GORETTI

 

 

obiettivo

Aiutare i preadolescenti a:

-         dare parola alle forti tensioni che li accompagnano nella crescita psicofisica

-         scorgere che c’é una parola positiva, una buona notizia di Gesù sull’affettività

-         prendere le distanze da modelli parziali e frustranti[1]

 

provocazione

Si può iniziare con una scheda (vedi allegato in word “Santa Maria Goretti”) e sentire le reazioni dei ragazzi.

E’ disponibile un video con suoni e immagini (vedi allegato “CORPO.WMV” - Il file pesa 48 Mb) che vuol essere uno spunto di riflessione su come oggi i preadolescenti vivono il corpo.

Un altro video (“VIDEOPF14.wmv”) è una raccolta di spezzoni cinematografici su diverse “visioni” del corpo e dell’amore. I ragazzi, dopo aver visto questo secondo video, possono “dare un voto” a questi modelli (si possono stampare apposite schedine: allegato “voto.xls”)

 

esperienza

Si suggerisce un momento di incontro con qualche persona che segue ragazze in difficoltà oppure con uno psicologo/a che spieghi la relazione tra corpo-sviluppo-affettività.

 

ascolto della parola

Si può scegliere di ascoltare e commentare il Salmo 71: “Signore mi hai fatto come un prodigio..”, pregato insieme attraverso una presentazione in power-point

 

condivisione

Attraverso alcuni segni legati alla figura di Maria Goretti si può condurre una riflessione in gruppo in merito alle scelte, a ciò che può essere ancora oggi riproposto della santa: segni di povertà (scarpe rotte, casa di campagna fatiscente) segni di preghiera (libretto del catechismo, vangelo, rosario..) segni di martirio per la purezza (giglio, coltello..) contrapposti ai segni di oggi di ricchezza, di svago e divertimento e di “piacere”

 

celebrazione

Vedere “ascolto della Parola”

 

 

FAMIGLIA E DIALOGO: LAURA VICUÑA

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    L’importanza del trasformare la “fuga” dalla famiglia in un nuovo modo di esserci: meno quantitativamente presente, ma più qualitativamente

-                    Ricchezza di buone relazioni familiari per essere persone ricche dentro

-                    Ora la famiglia conta anche su di te: nelle decisioni, nello scambio reciproco, nel dialogo a tavola, nei servizi di casa, nella disponibilità ad accogliere, nel ricordo della preghiera e della fede

 

provocazione

E’ disponibile un diapomontaggio sulla vita (allegato “Laura, come noi” in ppt). Prima della visione del diapomontaggio, si può cercare di fare emergere dai ragazzi stessi (raffica di parole) la prima cosa che viene in mente rispetto alla coppia “Genitori e Famiglia”.

Si può anche proporre ai ragazzi un foglio sul quale ci sono diversi stimoli chiedendo loro di provare a mettersi nei panni dei loro genitori all’età di 12/13 anni e immaginare quali obiettivi i loro genitori si potevano porre alla loro età tra quelli segnati (esempio: divertimento, abiti, mezzi di trasporto, lavoro, scuola, amore...).

 

esperienza

Si può pensare a un momento di incontro con una famiglia, preparando un’intervista che i ragazzi stessi propongono alla coppia, magari utilizzando riferimenti a interviste televisive celebri (tipo “Le iene”).

Oppure si coinvolgono i ragazzi, a gruppi, per una drammatizzazione sulle dinamiche familiari: momenti quotidiani in cui ci sono situazioni belle e meno belle. I ragazzi si mettono nel ruolo dei genitori, dei fratelli maggiori...

 

ascolto della parola

Si può partire dal brano Lc 2, 41-52 (Gesù “perduto e ritrovato nel tempio”): se si sono scelte le drammatizzazioni, forse è possibile rappresentare anche questa scena.

 

condivisione

Attraverso il gioco proposto sulla vita di Laura Vicuña (chi vuol essere milionario, cfr allegato CVeM_Laura.ppt) che viene così vissuto come momento di interazione a squadre, soffermarsi su quegli aspetti che toccano direttamente il tema (rapporto con genitori – fratelli e sorelle – amicizie – difficoltà che si vivono – cosa faccio io in famiglia per rendermi “utile”…)

Si potrebbe inserire qui la presentazione power-point sulla vita del santo (vedi sopra)

 

celebrazione

Potrebbe essere molto “forte” per i preadolescenti vivere un momento di preghiera (se nella messa, la preghiera dei fedeli) non formale ma personale “per” la propria famiglia.

In un momento preparatorio di silenzio i partecipanti scrivono (su cartoncini, immagini fotografiche...) ciascuno personalmente una preghiera per i componenti della propria famiglia. Le preghiere non saranno lette ad alta voce ma “offerte”.

 

 

 

TEMPO LIBERO – DIVERTIMENTO – RELAZIONI: PIER GIORGIO FRASSATI

 

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza del modo e dell’importanza oggi del divertimento

-                    valorizzazione della relazione: forse più importante di dove vai, è con chi vai

-                    presentare Gesù come maestro di relazioni

 

provocazione

Presentazione power-point sulla vita (allegato “Pier Giorgio Frassati – Il giovane delle Beatitudini.ppt”).

 

esperienza

·        momento di incontro con uno o più giovani impegnati

·        giochi organizzati o di ruolo (page master... battaglia navale...)

 

ascolto della parola

·        Sir 3,1-14

·        Presentazione power-point

·        con il gioco del “Se fosse, sarebbe” è possibile avere l’orientamento di fondo circa le percezioni dei ragazzi in merito alla loro esperienza del tempo libero. All’interno dei gruppi, ciascuno risponde personalmente, poi se ne stile uno di gruppo.

·        Una chiacchierata con don Emanuele Brusati potrebbe aiutare alla riflessione. In tal caso l’incontro potrebbe essere preparato con la sua equipe.

 

condivisione

 

Nel caso in cui venisse scelto l’esperienza  numero 1 (l’incontro con più giovani), è possibile poi nei singoli gruppi, fare scrivere su dei cartelloni le cose che più hanno colpito dell’esperienza ascoltata.

Dopo l’esperienza numero 3 (Se fosse… sarebbe), gli animatori cercheranno di riflettere su quanto emerso dalle singole persone. 

 

 

celebrazione

 

All’interno della celebrazione eucaristica che chiude l’incontro, si leggano le preghiere dei fedeli che i ragazzi hanno scritto dopo il lavoro della condivisione. Le preghiera contengono quindi la “direzione di marcia” che i ragazzi vogliono prendere…

All’interno dell’omelia, o nella riflessione in una celebrazione diversa dall’eucarestia, il sacerdote sottolineerà il modo di Gesù di vivere la relazione con le altre persone e con se stesso.

       

 

 

SUCCESSO – SPORT: SANTA FRANCESCA SAVERIO CABRINI

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza della mentalità ultracompetitiva del nostro tempo

-                    una valorizzazione dello sport

-                    presentare Gesù come chi ci insegna e garantisce di portare frutto nella vita

 

provocazione

Che cos’é il successo? una presentazione in power-point pone a confronto due modelli di successo (allegato “IL SUCCESSO.ppt”).

 

esperienza

Si può proporre un momento di incontro con qualche impegnato a livello sportivo in ambito parrocchiale (atleta o dirigente), che sia molto in sintonia con la prospettiva educativa dello sport. Pur essendo ormai molto poche da noi le suore cabriniane, alla tavola rotonda forse potrebbe partecipare anche una di loro...

Si potrebbe pure valutare la possibilità di tenere l’incontro ai luoghi cabriniani nel lodigiano (Sant’Angelo, Codogno)

 

ascolto della parola

Si può commentare il brano di 1Cor 9, 19-27: “Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono...”. Lo si potrebbe “illustrare” con spezzoni di gare sportive (Olimpiadi ecc).

 

condivisione

Può essere proposta l’intervista doppia a David e Samuel (allegato:sport successo ok.ppt), oppure la presentazione delle “vite parallele” di Maradona e Paolo Maldini (allegato: “Professione di Fede2.ppt”) e iniziare da lì la discussione.

Anche la vita di Santa Francesca Cabrini, donna indubbiamente di successo, a questo punto può essere il segno di un’alternativa possibile.

E’ importante tener presente che per la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze, il mito (il grande sportivo, il calciatore) ha una forza d’attrazione molto grande... e sarà difficile che il buon esempio, il santo lo uguagli... forse è importante soprattutto “mettere il tarlo” nella mentalità corrente, che i preadolescenti respirano...

 

Celebrazione

 

Senza dubbio, all’interno dello sport, una delle dimensioni fortemente presente è quella corporea. All’interno della messa, si potrebbero sottolineare il ruolo del corpo nella stessa…

Il Vangelo del giorno (o le letture), potrebbero essere commentate sottolineando i “tipi” di successo che emergono…

Le riflessioni emerse nei gruppi, posso essere scritte su sagome di cartoncino riproducendo parti del corpo. La sagoma sarà poi composta in presbiterio,  e l’omelia partirà dalla lettura di essa…



[1] In alternativa a Santa Maria Goretti si potrebbe valorizzare la figura di Alberto Marvelli, su cui vario materiale si trova presso il “Punto Giovane” di Riccione cfr. http://www.puntogiovane.org/sito/index.php?option=com_weblinks&view=category&catid=55&id=55&Itemid=54

 

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 SCHEMA SULLE FIGURE BIBLICHE

SCHEMA SULLE FIGURE BIBLICHE

 

CORPO – SVILUPPO – AFFETTIVITA’

 

obiettivo

Aiutare i preadolescenti a:

-         dare parola alle forti tensioni che li accompagnano nella crescita psicofisica

-         scorgere che c’é una parola positiva, una buona notizia di Gesù sull’affettività

-         prendere le distanze da modelli parziali e frustranti

 

provocazione

Si potrebbe partire con un video clip ossia con un video di immagini che commentano una canzone (c’é l’imbarazzo della scelta ed è un linguaggio conosciutissimo dai ragazzi).

Oppure si possono scegliere coi ragazzi alcune canzoni d’amore e farle cantare come karaoke

Alcuni esempi concreti:

  1. ascolto di una canzone e analisi del testo: Beautiful di C.Aguilera - A te Jovanotti – Alba chiara V. Rossi
  2. commento di queste immagini: Narciso (Caravaggio): la bellezza fine a se stessa che porta alla morte; Salomè (Moreau): la bellezza ancora acerba e ingenua che porta ad un uso sbagliato del proprio corpo; Dorian Gray (Wilde) la paura di invecchiare e vedere il proprio corpo cambiare
  3. foglio che riporti tante frasi o citazioni o proverbi su questi temi che i catechisti di ogni vicariato raccolgono su un foglio o scrivono su cartelloni da appendere. I ragazzi devono sceglierne una o due da commentare in gruppo. Esempi: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace; se bello vuoi apparire, molto devi soffrire…

Un’altra tecnica molto semplice è quella di proporre tante frasi appese, tratte da canzoni, film, romanzi (tipo... le frasi dei baci perugina...); ciascuno sceglie quella che piace di più

Si tratta di lavorare su testi e parole diffusi, che fanno “mentalità”, e aiutare i ragazzi a cogliere il vero significato, prendere un momento le distanze, rivelare il “vocabolario” dei loro affetti.

 

esperienza

Si possono usare i giochi di animazione: Kl. W. Vopel, Giochi di interazione per adolescenti e giovani. Vol. 2. Identità - pregi e capacità - corpo, Leumann: Elle Di Ci 1991, 197-204 (numeri 58-59), che però hanno bisogno di un adattamento all’età dei ragazzi.

“Un corpo per ...”: si possono proporre ai ragazzi piccole esperienze di abilità manuali a partire dalle proprie capacità, con l’aiuto degli scout o di qualche adulto “pratico”; e poi aiutarli a esprimere le emozioni provate. E’ importante che queste esperienze siano sufficientemente impegnative per dei preadolescenti, quindi non troppo “infantili”.

Anche esperienze di tipo sportivo (alcune gare di atletica, negli spazi consentiti) o di sforzo del corpo (braccio di ferro... sollevamento pesi...) possono essere spunto per farli esprimere sul loro modo di vivere il corpo.

Un altro suggerimento: si possono scegliere alcuni giochi o balli di gruppo, giocare e poi riflettere sull'esperienza. Ad esempio:

  1. gioca jouer
  2. twister
  3. la grande scultura: preparare biglietti che riportano alcune parti del corpo che devono essere congiunte dagli altri membri della squadra.

 

ascolto della parola

Samuele sceglie il Re Davide (1 libro di Samuele 16, 1-13)

Questo brano in modo chiaro mostra come i disegni di Dio non si muovono sempre secondo i criteri umani, perché Dio nel scegliere non si fa ingannare dall’apparenza, ma guarda al cuore. Su questo brano i ragazzi potrebbero per esempio disegnare una grande sagoma di una persona, dove da una parte provano a scrivere gli elementi esteriori di un uomo che possono diventare motivi di scelta e di giudizio (colore degli occhi, della pelle, massa muscolare, taglio dei capelli…) dall’atra parte del disegno elencare invece quelli che sono gli elementi positivi che abitano il cuore dell’uomo

Dopo aver letto il brano  sostare davanti ad uno specchio: scrivere poi su di un foglio quello che abita nella propria persona aldilà dei tratti fisici che si riflettono nel vetro. Questi biglietti vengono raccolti e distribuiti per un confronto in gruppo. Sarebbe bello mantenere l’anonimato e il segreto, chiedendo poi a ciascuno di provare a identificare quella caratteristica con la persona che l’ha scritta

 

condivisione

La discussione in gruppo potrebbe partire da alcuni “accessori” dell’abbigliamento, oggi abbastanza di moda: scarpe, cintura, cappello, occhiali .... che cosa ti dicono questi oggetti? Quali sceglieresti? Perché li porti?

Oppure si potrebbe partire da un tentativo di cogliere la simbologia di alcune parti del corpo, ad esempio le mani, gli occhi. disegnare parti del corpo da posizionare piegate in uno scatolone: ogni ragazzo ne estrae una a caso e scrivere un aspetto negativo a cui quella parte del corpo può servire e un aspetto positivo che può compiere questa parte. Esempio: il disegno degli occhi può portare a scrivere come nota negativa uno sguardo che giudica, come nota positiva un uso degli occhi come modo di accrescere la propria cultura attraverso la lettura, lo studio, la visita a luoghi o eventi

Ancora, si può chiedere ai ragazzi quali modelli di corpo e affettività realizzati ammirano e perché.

Molto utile per gli educatori: T. Lasconi, Il misterioso linguaggio del corpo. Sessualità: richiamo, incontro, dono, Leumann (TO): Elle Di Ci 1994

 

celebrazione

Si può sottolineare l’uso del corpo e i suoi movimenti durante la messa (es. in piedi, in ginocchio, seduti ...). Ad esempio, durante la messa oppure la preghiera finale, si può brevemente dare una spiegazione dello stare in piedi come gesto di dignità e di gioia pasquale.

Vivere un momento di adorazione .Ogni sacerdote può trovare preghiere appropriate dove far cogliere che siamo di fronte al corpo del Signore :“Questo è il mio corpo”. Al termine dell’adorazione ogni ragazzo potrebbe riflettere sul fatto che Gesù dica nell’Ultima Cena “offerto in sacrificio per voi” e formulare quindi una preghiera o scrivere su un foglietto come vorrebbe o potrebbe diventare anche la sua esistenza un’ offerta: ad esempio qualcuno potrebbe dire di voler stare più vicino a un amico con problemi fisici

Uno spunto molto semplice: salmo responsoriale con le parti del corpo (ogni preghiera corrisponde a una parte del corpo...)

Vedere anche le preghiere con il corpo in T. Lasconi, Amico Dio. Preghiere di ragazzi, ed. AVE

 

 

 

FAMIGLIA E DIALOGO

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    L’importanza del trasformare la “fuga” dalla famiglia in un nuovo modo di esserci: meno quantitativamente presente, ma più qualitativamente

-                    Ricchezza di buone relazioni familiari per essere persone ricche dentro

-                    Ora la famiglia conta anche su di te: nelle decisioni, nello scambio reciproco, nel dialogo a tavola, nei servizi di casa, nella disponibilità ad accogliere, nel ricordo della preghiera e della fede

 

provocazione

Potrebbe essere proposta la testimonianza di una coppia che ha scelto l’affido o l’adozione o forma “forti” di vita di famiglia (ad esempio una “casa famiglia” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII).

Oppure i catechisti mettono in scena episodi di vita famigliare con dialoghi mirati, conclusioni aperte...

Altra possibilità sarebbe quella di un montaggio di pubblicità che mostrano modelli di famiglie ideali (Mulino bianco...)

 

esperienza

Si coinvolgono i ragazzi, a gruppi, per una drammatizzazione sulle dinamiche familiari: momenti quotidiani in cui ci sono situazioni belle e meno belle. I ragazzi si mettono nel ruolo dei genitori, dei fratelli maggiori...

Esercizio, prima personale poi in gruppo: di che cosa parleresti con amici, nonni, prof ... ecc e che cosa non diresti a nessuno

 

ascolto della parola

Giacobbe ed Esaù (Genesi 33, 1-11)

Oltre a leggere il brano, si possono utilizzare altri percorsi, ad esempio sottolineando parole e verbi, oppure drammatizzandolo a cura dei catechisti o di uno dei gruppi, oppure attraverso le ombre cinesi...

Un altro metodo può essere questo: esperienza della dettatura, che implica il silenzio; poi, o in alternativa, far ascoltare il brano registrato, come esperienza di ascolto. Solo il silenzio ci fa ascoltare e si può dialogare...

 

condivisione

Quali sono i luoghi del dialogo dei ragazzi: panchina, confessionale, camera, tavolo, scuola, SMS, internet... scoprire il significato e la “specialità” di ognuno di questi luoghi

 

celebrazione

Nella messa o nella preghiera si invitano alcuni i genitori (o tutti i genitori che vogliono); al alcuni si chiede di vivere qualcuno dei ministeri della celebrazione (letture, preghiere dei fedeli...).

 

 

TEMPO LIBERO – DIVERTIMENTO – RELAZIONE

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza del modo e dell’importanza oggi del divertimento

-                    valorizzazione della relazione: forse più importante di dove vai, è con chi vai

-                    presentare Gesù come maestro di relazioni

 

provocazione

Ascolto di una canzone provocatoria: ad esempio “Vita spericolata” di Vasco Rossi. Oltre ad ascoltarla, si può fare un vero “discoforum”: far sottolineare la frase che piace di più... ascoltarla davanti a un grande foglio bianco (carta da pacco) dive i ragazzi scrivono in libertà i loro commenti...

 

esperienza

Un’idea potrebbe essere quella di inventare giochi a partire da oggetti che si mettono a disposizione

Facciamo esperienza di sport: organizzare un mini torneo (anche soltanto di Calciobalilla...) con tanto di classifica, premi, coppe, podio...

Può essere anche proposta una testimonianza di come alcuni giovani vivono il tempo libero attraverso la musica, l’impegno sportivo, l’arte, il volontariato...

 

ascolto della parola

Il mantello di Elia: 2 Libro dei Re 2,1-14 (rapimento di Elia), 1 Libro dei Re 19,19-21 (chiamata di Eliseo).

Oltre a leggere il brano, si possono utilizzare altri percorsi, ad esempio sottolineando parole e verbi, oppure drammatizzandolo a cura dei catechisti o di uno dei gruppi, oppure attraverso le ombre cinesi...

 

condivisione

Quali sono gli “ingredienti” del divertimento? Quali “oggetti” sono necessari (stereo... televisione... pallone da calcio...). Dove c’é la festa? Quali sono i luoghi del divertimento? Aiutare i ragazzi a darne una valutazione più articolata, facendosi raccontare qualche esperienza.

 

celebrazione

Si potrebbe vivere la preghiera in un ambiente diverso dal solito come può essere un parco giochi.

Si può proporre un piccolo esercizio di preghiera con i sensi

 

 

 

SUCCESSO E SPORT

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza della mentalità ultracompetitiva del nostro tempo

-                    una valorizzazione dello sport

-                    presentare Gesù come chi ci insegna e garantisce di portare frutto nella vita

 

provocazione

Può essere proposta l’intervista doppia a David e Samuel (allegato: “sport successo ok.ppt”), oppure la presentazione delle “vite parallele” di Maradona e Paolo Maldini (allegato: “Professione di Fede.ppt”).

 

esperienza

Come sopra: perché non proporre un piccolo torneo-sfida di squadra tra oratori delle diverse parrocchie? Ovviamente occhio ai tempi... ma può essere bello far emergere le emozioni che nascono dalla competizione.

Come proposte di giochi, vedere l’allegato “Proposte di giochi per SPORT-SUCCESSO.doc

 

ascolto della parola

Davide e Golia (1 Samuele 17, 40-51)

Oltre a leggere il brano, si possono utilizzare altri percorsi, ad esempio sottolineando parole e verbi, oppure drammatizzandolo a cura dei catechisti o di uno dei gruppi, oppure attraverso le ombre cinesi...

 

condivisione

A partire da articoli di riviste e giornali sportivi individuare gli elementi più ricorrenti nella mentalità dello sport e del successo oggi diffusa, ma anche gli aspetti positivi, collegati con la crescita umana e con l’annuncio cristiano.

 

celebrazione

Valorizzare alcuni luoghi tipici: celebrare la messa sul campo di gioco, in palestra...

 

 

 

PREGHIERA

 

obiettivo

-                    Far fare un’esperienza di preghiera ad iniziare dalla preghiera di Gesù

 

provocazione

Lasciarsi introdurre alla preghiera attraverso musica, immagini, filmati (Uno spezzone de “Il grande silenzio”, ad esempio... non tutto, ovviamente...)

 

esperienza

Si possono scegliere vari aspetti dell’esperienza di preghiera, ad esempio:

valorizzare alcuni luoghi dove la preghiera è facilitata (parco, chiostro, chiesa...). Confrontarsi coi ragazzi su quali luoghi e tempi scelgono o preferiscono per pregare.

Ancora, una vecchia tecnica, quella del “diapomontaggio”, magari trasformata dall’uso del computer: i ragazzi scelgono una o più immagini per pregare (vedi ad esempio l’allegato “Cos’é per me la preghiera.ppt” magari togliendo le scritte...).

Quando si prega? Quando senti il bisogno di pregare? Le situazioni e motivazioni della preghiera (es: malattia, ecc)

 

ascolto della parola e condivisione; celebrazione

Samuele al tempio (1 Samuele 3, 1-10)

Sarebbe bello provare a far fare un’esperienza di preghiera e silenzio ai ragazzi, in uno spazio sufficientemente ampio perché ciascuno possa trovarsi il suo angolo. Possono leggere il brano, riflettere con l’aiuto di qualche domanda, scrivere una loro preghiera...

Dopo questa esperienza, a piccoli gruppi, ci si può confrontare su come è andata, che cosa è stato difficile, che cosa è stato bello...

Questa esperienza può essere collocata anche in una adorazione eucaristica o “confluire” nella messa, come momento di preparazione...

SCHEMA SULLE FIGURE BIBLICHE

 

CORPO – SVILUPPO – AFFETTIVITA’

 

obiettivo

Aiutare i preadolescenti a:

-         dare parola alle forti tensioni che li accompagnano nella crescita psicofisica

-         scorgere che c’é una parola positiva, una buona notizia di Gesù sull’affettività

-         prendere le distanze da modelli parziali e frustranti

 

provocazione

Si potrebbe partire con un video clip ossia con un video di immagini che commentano una canzone (c’é l’imbarazzo della scelta ed è un linguaggio conosciutissimo dai ragazzi).

Oppure si possono scegliere coi ragazzi alcune canzoni d’amore e farle cantare come karaoke

Alcuni esempi concreti:

  1. ascolto di una canzone e analisi del testo: Beautiful di C.Aguilera - A te Jovanotti – Alba chiara V. Rossi
  2. commento di queste immagini: Narciso (Caravaggio): la bellezza fine a se stessa che porta alla morte; Salomè (Moreau): la bellezza ancora acerba e ingenua che porta ad un uso sbagliato del proprio corpo; Dorian Gray (Wilde) la paura di invecchiare e vedere il proprio corpo cambiare
  3. foglio che riporti tante frasi o citazioni o proverbi su questi temi che i catechisti di ogni vicariato raccolgono su un foglio o scrivono su cartelloni da appendere. I ragazzi devono sceglierne una o due da commentare in gruppo. Esempi: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace; se bello vuoi apparire, molto devi soffrire…

Un’altra tecnica molto semplice è quella di proporre tante frasi appese, tratte da canzoni, film, romanzi (tipo... le frasi dei baci perugina...); ciascuno sceglie quella che piace di più

Si tratta di lavorare su testi e parole diffusi, che fanno “mentalità”, e aiutare i ragazzi a cogliere il vero significato, prendere un momento le distanze, rivelare il “vocabolario” dei loro affetti.

 

esperienza

Si possono usare i giochi di animazione: Kl. W. Vopel, Giochi di interazione per adolescenti e giovani. Vol. 2. Identità - pregi e capacità - corpo, Leumann: Elle Di Ci 1991, 197-204 (numeri 58-59), che però hanno bisogno di un adattamento all’età dei ragazzi.

“Un corpo per ...”: si possono proporre ai ragazzi piccole esperienze di abilità manuali a partire dalle proprie capacità, con l’aiuto degli scout o di qualche adulto “pratico”; e poi aiutarli a esprimere le emozioni provate. E’ importante che queste esperienze siano sufficientemente impegnative per dei preadolescenti, quindi non troppo “infantili”.

Anche esperienze di tipo sportivo (alcune gare di atletica, negli spazi consentiti) o di sforzo del corpo (braccio di ferro... sollevamento pesi...) possono essere spunto per farli esprimere sul loro modo di vivere il corpo.

Un altro suggerimento: si possono scegliere alcuni giochi o balli di gruppo, giocare e poi riflettere sull'esperienza. Ad esempio:

  1. gioca jouer
  2. twister
  3. la grande scultura: preparare biglietti che riportano alcune parti del corpo che devono essere congiunte dagli altri membri della squadra.

 

ascolto della parola

Samuele sceglie il Re Davide (1 libro di Samuele 16, 1-13)

Questo brano in modo chiaro mostra come i disegni di Dio non si muovono sempre secondo i criteri umani, perché Dio nel scegliere non si fa ingannare dall’apparenza, ma guarda al cuore. Su questo brano i ragazzi potrebbero per esempio disegnare una grande sagoma di una persona, dove da una parte provano a scrivere gli elementi esteriori di un uomo che possono diventare motivi di scelta e di giudizio (colore degli occhi, della pelle, massa muscolare, taglio dei capelli…) dall’atra parte del disegno elencare invece quelli che sono gli elementi positivi che abitano il cuore dell’uomo

Dopo aver letto il brano  sostare davanti ad uno specchio: scrivere poi su di un foglio quello che abita nella propria persona aldilà dei tratti fisici che si riflettono nel vetro. Questi biglietti vengono raccolti e distribuiti per un confronto in gruppo. Sarebbe bello mantenere l’anonimato e il segreto, chiedendo poi a ciascuno di provare a identificare quella caratteristica con la persona che l’ha scritta

 

condivisione

La discussione in gruppo potrebbe partire da alcuni “accessori” dell’abbigliamento, oggi abbastanza di moda: scarpe, cintura, cappello, occhiali .... che cosa ti dicono questi oggetti? Quali sceglieresti? Perché li porti?

Oppure si potrebbe partire da un tentativo di cogliere la simbologia di alcune parti del corpo, ad esempio le mani, gli occhi. disegnare parti del corpo da posizionare piegate in uno scatolone: ogni ragazzo ne estrae una a caso e scrivere un aspetto negativo a cui quella parte del corpo può servire e un aspetto positivo che può compiere questa parte. Esempio: il disegno degli occhi può portare a scrivere come nota negativa uno sguardo che giudica, come nota positiva un uso degli occhi come modo di accrescere la propria cultura attraverso la lettura, lo studio, la visita a luoghi o eventi

Ancora, si può chiedere ai ragazzi quali modelli di corpo e affettività realizzati ammirano e perché.

Molto utile per gli educatori: T. Lasconi, Il misterioso linguaggio del corpo. Sessualità: richiamo, incontro, dono, Leumann (TO): Elle Di Ci 1994

 

celebrazione

Si può sottolineare l’uso del corpo e i suoi movimenti durante la messa (es. in piedi, in ginocchio, seduti ...). Ad esempio, durante la messa oppure la preghiera finale, si può brevemente dare una spiegazione dello stare in piedi come gesto di dignità e di gioia pasquale.

Vivere un momento di adorazione .Ogni sacerdote può trovare preghiere appropriate dove far cogliere che siamo di fronte al corpo del Signore :“Questo è il mio corpo”. Al termine dell’adorazione ogni ragazzo potrebbe riflettere sul fatto che Gesù dica nell’Ultima Cena “offerto in sacrificio per voi” e formulare quindi una preghiera o scrivere su un foglietto come vorrebbe o potrebbe diventare anche la sua esistenza un’ offerta: ad esempio qualcuno potrebbe dire di voler stare più vicino a un amico con problemi fisici

Uno spunto molto semplice: salmo responsoriale con le parti del corpo (ogni preghiera corrisponde a una parte del corpo...)

Vedere anche le preghiere con il corpo in T. Lasconi, Amico Dio. Preghiere di ragazzi, ed. AVE

 

 

 

FAMIGLIA E DIALOGO

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    L’importanza del trasformare la “fuga” dalla famiglia in un nuovo modo di esserci: meno quantitativamente presente, ma più qualitativamente

-                    Ricchezza di buone relazioni familiari per essere persone ricche dentro

-                    Ora la famiglia conta anche su di te: nelle decisioni, nello scambio reciproco, nel dialogo a tavola, nei servizi di casa, nella disponibilità ad accogliere, nel ricordo della preghiera e della fede

 

provocazione

Potrebbe essere proposta la testimonianza di una coppia che ha scelto l’affido o l’adozione o forma “forti” di vita di famiglia (ad esempio una “casa famiglia” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII).

Oppure i catechisti mettono in scena episodi di vita famigliare con dialoghi mirati, conclusioni aperte...

Altra possibilità sarebbe quella di un montaggio di pubblicità che mostrano modelli di famiglie ideali (Mulino bianco...)

 

esperienza

Si coinvolgono i ragazzi, a gruppi, per una drammatizzazione sulle dinamiche familiari: momenti quotidiani in cui ci sono situazioni belle e meno belle. I ragazzi si mettono nel ruolo dei genitori, dei fratelli maggiori...

Esercizio, prima personale poi in gruppo: di che cosa parleresti con amici, nonni, prof ... ecc e che cosa non diresti a nessuno

 

ascolto della parola

Giacobbe ed Esaù (Genesi 33, 1-11)

Oltre a leggere il brano, si possono utilizzare altri percorsi, ad esempio sottolineando parole e verbi, oppure drammatizzandolo a cura dei catechisti o di uno dei gruppi, oppure attraverso le ombre cinesi...

Un altro metodo può essere questo: esperienza della dettatura, che implica il silenzio; poi, o in alternativa, far ascoltare il brano registrato, come esperienza di ascolto. Solo il silenzio ci fa ascoltare e si può dialogare...

 

condivisione

Quali sono i luoghi del dialogo dei ragazzi: panchina, confessionale, camera, tavolo, scuola, SMS, internet... scoprire il significato e la “specialità” di ognuno di questi luoghi

 

celebrazione

Nella messa o nella preghiera si invitano alcuni i genitori (o tutti i genitori che vogliono); al alcuni si chiede di vivere qualcuno dei ministeri della celebrazione (letture, preghiere dei fedeli...).

 

 

TEMPO LIBERO – DIVERTIMENTO – RELAZIONE

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza del modo e dell’importanza oggi del divertimento

-                    valorizzazione della relazione: forse più importante di dove vai, è con chi vai

-                    presentare Gesù come maestro di relazioni

 

provocazione

Ascolto di una canzone provocatoria: ad esempio “Vita spericolata” di Vasco Rossi. Oltre ad ascoltarla, si può fare un vero “discoforum”: far sottolineare la frase che piace di più... ascoltarla davanti a un grande foglio bianco (carta da pacco) dive i ragazzi scrivono in libertà i loro commenti...

 

esperienza

Un’idea potrebbe essere quella di inventare giochi a partire da oggetti che si mettono a disposizione

Facciamo esperienza di sport: organizzare un mini torneo (anche soltanto di Calciobalilla...) con tanto di classifica, premi, coppe, podio...

Può essere anche proposta una testimonianza di come alcuni giovani vivono il tempo libero attraverso la musica, l’impegno sportivo, l’arte, il volontariato...

 

ascolto della parola

Il mantello di Elia: 2 Libro dei Re 2,1-14 (rapimento di Elia), 1 Libro dei Re 19,19-21 (chiamata di Eliseo).

Oltre a leggere il brano, si possono utilizzare altri percorsi, ad esempio sottolineando parole e verbi, oppure drammatizzandolo a cura dei catechisti o di uno dei gruppi, oppure attraverso le ombre cinesi...

 

condivisione

Quali sono gli “ingredienti” del divertimento? Quali “oggetti” sono necessari (stereo... televisione... pallone da calcio...). Dove c’é la festa? Quali sono i luoghi del divertimento? Aiutare i ragazzi a darne una valutazione più articolata, facendosi raccontare qualche esperienza.

 

celebrazione

Si potrebbe vivere la preghiera in un ambiente diverso dal solito come può essere un parco giochi.

Si può proporre un piccolo esercizio di preghiera con i sensi

 

 

 

SUCCESSO E SPORT

 

obiettivo

Vogliamo trasmettere:

-                    una presa di coscienza della mentalità ultracompetitiva del nostro tempo

-                    una valorizzazione dello sport

-                    presentare Gesù come chi ci insegna e garantisce di portare frutto nella vita

 

provocazione

Può essere proposta l’intervista doppia a David e Samuel (allegato: “sport successo ok.ppt”), oppure la presentazione delle “vite parallele” di Maradona e Paolo Maldini (allegato: “Professione di Fede.ppt”).

 

esperienza

Come sopra: perché non proporre un piccolo torneo-sfida di squadra tra oratori delle diverse parrocchie? Ovviamente occhio ai tempi... ma può essere bello far emergere le emozioni che nascono dalla competizione.

Come proposte di giochi, vedere l’allegato “Proposte di giochi per SPORT-SUCCESSO.doc

 

ascolto della parola

Davide e Golia (1 Samuele 17, 40-51)

Oltre a leggere il brano, si possono utilizzare altri percorsi, ad esempio sottolineando parole e verbi, oppure drammatizzandolo a cura dei catechisti o di uno dei gruppi, oppure attraverso le ombre cinesi...

 

condivisione

A partire da articoli di riviste e giornali sportivi individuare gli elementi più ricorrenti nella mentalità dello sport e del successo oggi diffusa, ma anche gli aspetti positivi, collegati con la crescita umana e con l’annuncio cristiano.

 

celebrazione

Valorizzare alcuni luoghi tipici: celebrare la messa sul campo di gioco, in palestra...

 

 

 

PREGHIERA

 

obiettivo

-                    Far fare un’esperienza di preghiera ad iniziare dalla preghiera di Gesù

 

provocazione

Lasciarsi introdurre alla preghiera attraverso musica, immagini, filmati (Uno spezzone de “Il grande silenzio”, ad esempio... non tutto, ovviamente...)

 

esperienza

Si possono scegliere vari aspetti dell’esperienza di preghiera, ad esempio:

valorizzare alcuni luoghi dove la preghiera è facilitata (parco, chiostro, chiesa...). Confrontarsi coi ragazzi su quali luoghi e tempi scelgono o preferiscono per pregare.

Ancora, una vecchia tecnica, quella del “diapomontaggio”, magari trasformata dall’uso del computer: i ragazzi scelgono una o più immagini per pregare (vedi ad esempio l’allegato “Cos’é per me la preghiera.ppt” magari togliendo le scritte...).

Quando si prega? Quando senti il bisogno di pregare? Le situazioni e motivazioni della preghiera (es: malattia, ecc)

 

ascolto della parola e condivisione; celebrazione

Samuele al tempio (1 Samuele 3, 1-10)

Sarebbe bello provare a far fare un’esperienza di preghiera e silenzio ai ragazzi, in uno spazio sufficientemente ampio perché ciascuno possa trovarsi il suo angolo. Possono leggere il brano, riflettere con l’aiuto di qualche domanda, scrivere una loro preghiera...

Dopo questa esperienza, a piccoli gruppi, ci si può confrontare su come è andata, che cosa è stato difficile, che cosa è stato bello...

Questa esperienza può essere collocata anche in una adorazione eucaristica o “confluire” nella messa, come momento di preparazione...

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